Menu

Lagane e ceci da Cicerone ai briganti

Il piatto tradizionale per eccellenza della serata di vigilia e del giorno della festa del papà sono 'i lagani e ciciri, le lagane e ceci,

preparate in onore di san Giuseppe protettore degli artigiani, dei poveri e delle famiglie. Consumate insieme a parenti e amici e offerte, un tempo, ai poveri, ai bisognosi e agli emarginati, le lagane hanno origine antichissime. Già nel primo millennio a. C., i greci con il termine laganon indicavano la pasta piatta tagliata a strisce. Da laganon derivano il laganum latino, ossia una sfoglia di farina, senza lievito, cotta in acqua. Ce lo raccontano Cicerone che lo cita nei suoi scritti (anche se non era cotto in acqua) e Orazio che nel primo libro delle Satire dice che spesso verso sera gira per il foro, si trastulla con gli astrologhi e poi torna a casa a mangiare un buon piatto di “porri et ciceris laganique”, ossia porri, ceci e lagane. Anche nel “De re coquinaria libri” Apicio descrive una preparazione chiamata lagana, costituita da una serie di sfoglie di pasta intercalate da carne o condita con il garum e cotta al forno. Le lagane con ceci o con i fagioli scuri erano consumate anche dai briganti che nella seconda metà dell'800 popolavano i boschi e le selve del Pollino e che venivano appunto soprannominati ‘sculalagani’, perché ritenuti, dalla tradizione popolare, ingordi di questo piatto.

 

Leave a comment

back to top

Login or Sign In

Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.